Marina stava guardando fuori dalla finestra. La piccola casa composta da una sola stanza nel centro di Kirova Street in Ucraina era ormai immersa nel silenzio.

Petra dorme nel letto a due piazze appoggiato al muro. Dormono insieme in quel grande letto, ma Marina quella sera non riusciva a prendere sonno.

La donna ha appena perso il lavoro nella fabbrica di una casa automobilistica dove faceva l’operaia. Niente di particolarmente redditizio, ma abbastanza per permetterle di pagare la scuola di Petra, ormai in terza elementare, e per pagare le bollette della scatola da scarpe dove vivevano.

Marina si accende una sigaretta davanti alla finestra aperta e per un lungo momento chiude gli occhi. Pensa alla sua vita con Petra, di come vivano bene insieme, con poco. La bambina è nata da una relazione infelice, adesso finita, ma le due se la cavavano bene.

Certo era facile, ma erano felici. Una aveva l’altra e tanto bastava. A Marina non importava di fare dei sacrifici per permettere l’istruzione della figlia.

Marina riapre gli occhi sapendo di aver preso una decisione. Una di quelle che spezzano il cuore, ma necessarie.

Mentre la bambina dorme tranquilla a pancia in giù, Marina le sussurra all’orecchio in ucraino, “Tesoro, vado da Nadia”.

Apre la porta di casa e attraversa il corridoio. Bussa piano alla porta di fronte alla sua. Una donna che le somiglia le apre la porta e sussurra “Sestra

Sua sorella maggiore viveva dall’altra parte del corridoio, ma la sua casa era molto diversa. Nadia e suo marito vivono in un appartamento più grande, con due stanze da letto, una per loro e una per il figlio. Nadia tiene molto alla casa, e nel tempo ci si era dedicata abbastanza da darle un aspetto rispettabile.

Le due donne adesso sono una di fronte all’altra in corridoio, davanti alle porte socchiuse. I bambini dormono, ma se hanno bisogno della mamma, loro devono essere a portata di aiuto.

Marina guarda Nadia negli occhi, quelli che conosceva così bene. Sospira.

“Nadia, ho deciso di partire”

Le due sorelle avevano parlato molto di quali opzioni avesse Marina dopo aver perso il lavoro. Nessuna sembrava promettente o sicura per una donna sola con a carico una bambina di 9 anni.

Nadia si era proposta di prendersi cura di Petra se lei avesse deciso di partire. Lei e suo marito hanno un buon lavoro. Petra e suo cugino giocano insieme tutti i giorni, vanno d’accordo.

Loro possono prendersi cura della sua bambina.

Sembrava l’unica scelta che le avrebbe procurato abbastanza denaro da mandare a casa e permettere a Petra una bella vita, o almeno una migliore.

La decisione di lasciare gli unici familiari rimasti non andava presa a cuor leggero.

Cosa fai quando non hai più opzioni tra cui scegliere?

Nadia e Marina continuano a guardarsi. La prima rompere il silenzio.

“Bene, mi dispiace ma se è quello che devi fare, allora parti.”

“Non voglio, devo.”

Nadia vede la tristezza e la disperazione negli occhi della sorella. L’abbraccia e vicino all’orecchio le dice “Petra ti raggiungerà presto. Noi ti aspettiamo, segui la tua strada.

Le due donne piangono, ancora abbracciate, ma la mattina dopo saranno al tavolo della cucina di Nadia, decidendo il viaggio che condurrà Marina in Italia.

 

Questa è la storia di Marina. Se vuoi vedere altri contenuti sul cortometraggio Far East segui la pagina Facebook Come Nasce un Cortometraggio