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Set in Versilia: Sant’Anna di Stazzema

Set in Versilia, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

 

Set in versilia: Sant’Anna di Stazzema

Il 12 agosto 1944, all’alba, nonostante che pochi giorni prima il comando tedesco avesse dichiarato Sant’Anna di Stazzemazona bianca“, cioè idonea a ospitare sfollati, e nonostante non fossero state compiute in quei giorni azioni partigiane contro i tedeschi, tre reparti di SS risalirono i monti fino a Sant’Anna, mentre un quarto impediva ogni eventuale via di fuga a valle.

Prima delle sette del mattino le truppe tedesche avevano circondato il paese, guidati dai fascisti collaborazionisti.

Come era consuetudine in questi casi, le donne, i bambini e gli anziani erano rimasti nelle loro case, sicuri di non essere oggetto di rastrellamenti, mentre gli uomini erano scappati nei boschi.

I soldati della divisione SS radunarono tutti gli abitanti rimasti in paese e li uccisero, dopodiché diedero fuoco ai cadaveri.

Quella mattina si perpetrò uno dei crimini più atroci, ai danni di 560 civili, della Seconda Guerra Mondiale.

 

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Nell’arco di poche ore i borghi di Sant’Anna furono teatro della furia omicida dei nazi-fascisti che uccisero e straziarono donne, vecchi e bambini, lasciando i cadaveri a terra.

I nazisti chiusero le persone nelle loro case o nelle stalle in cui si erano rifugiati e li uccisero lanciando bombe al loro interno, dando fuoco a tutto.

Assassinarono Don Innocenzo, parroco di Sant’Anna, sul sagrato della sua chiesa, mentre supplicava di risparmiare i suoi fedeli lì riuniti, che anch’essi furono trucidati.

La strage di Sant’Anna è rimasta semisconosciuta a livello nazionale fino al 1994, anno in cui, a seguito del ritrovamento di 695 fascicoli occultati in un armadio nascosto in palazzo Cesi, si avviò un’indagine militare che portò al processo celebrato a La Spezia, da cui è emerso chiaramente che non si trattò di una rappresaglia, ma di un’azione accuratamente premeditata per sterminare tutta la popolazione che avrebbe potuto costituire un elemento di collegamento con la formazione partigiana di quelle montagne.

Un monumentale Ossario è stato costruito in cima al colle di Cava, che domina l’abitato di Sant’Anna, in cui sono racconti i resti delle vittime. Costruito in pietra e posto su un imponente basato, il sepolcro è sormontato dalla scultura di pietra di Vincenzo Gasperetti, che rappresenta una madre che abbraccia la sua bambina morta.

Con Legge 381 dell’11 dicembre 2000 è stato istituito il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, con lo scopo di perpetuare la memoria dell tragedia qui consumata nel 1944.

Il perimetro del Parco include tutto il territorio che circonda il paese e ha il suo fulcro nell’area che comprende la piazza della Chiesa, il Museo Storico della Resistenza, la Via Crucis e il Monumento Ossario.

Il Parco è un luogo simbolo della memoria per la diffusione di una cultura di pace.

L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema muove a un senso di profondo sgomento in quanto rappresenta una delle pagine più ignobili della barbarie umana, raccontata in Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.