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Set a Lucca: Villa Torrigiani

Set a Lucca, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

Set a Lucca: Villa Torrigiani

Anche questa fastosa dimora è stata utilizzata spesse volte come set cinematografico.

La ricordiamo ne La Provinciale, in Una su Tredici, ne Il Marchese del Grillo e in Domani Accadrà.

La villa, che appartiene in origine ai Buonvisi, viene acquistata alla metà del secolo XVII da Nicolao Santini, ambasciatore presso Luigi XIV, che avvia un processo di trasformazione del palazzo e del giardino configurandola come ancora oggi la vediamo.

La costruzione dei Buonvisi ripete lo schema tipico dei palazzi in villa con salone centrale che si affaccia sul loggiato tergale e con le stanze distribuite sui due lati. Posto al centro della chiusa, contrassegnata da un asse di simmetria che la attraversa, l’edificio era sormontato da un’altana che fungeva da belvedere e da coronamento del palazzo.

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Il giardino, suddiviso in partizioni regolari, era dotato di una peschiera e di una grande fontana ed è il protagonista degli eventi di rinnovamento che hanno inizio da qui nell’ultimo quarto del Seicento per trasformare una villa rinascimentale in un complesso monumentale barocco che meriterà l’appellativo di regina delle ville lucchese

Il nuovo disegno dei parterres, realizzati dal 1673 al 1686, si deve all’architetto Bernardino Raggi e allo scultore carrarese Giovanni Lazzoni, che, sfruttando i dislivelli del terreno, creano balaustre e scalinate che attorno al palazzo ridefiniscono lo spazio scenico arricchito con vasche, statue ed esedre secondo il gusto francese promosso da Luigi XIV.

Il giardino di Flora è sicuramente la realizzazione più scenografica, concepito come un grande invaso ai piedi della peschiera e a questa messo in comunicazione attraverso la scala monumentale ornata da balaustre che collega le due parti del giardino, creando una straordinaria cornice in cui sono ospitate le aiuole dei fiori, le fontane, i giochi d’acqua, la grotta di Nettuno, collocato sotto la scala e il ninfeo dei Venti, posto a fondale del giardino dei fiori.

L’artefice della ristrutturazione settecentesca e della facciata monumentale, è a opera del giovane architetto bolognese Alfonso Torreggiani, in uno dei suoi primi lavori, in quanto questo lavoro risulta terminato nel 1710.

La decorazione del salone è affidata al pittore fiorentino Vincenzo Dandini che raffigura le storie dell’imperatore Aureliano e di Zenobia regina di Palmira, inquadrate nelle architetture dipinte dal lucchese Pietro Scorsini.

All’inizio dell’Ottocento, seguendo la moda del giardino all’inglese, viene ridisegnato lo spazio intorno al palazzo con la creazione del prato e di boschetti che lo racchiudono, conferendo al parco un parco più confacente alla nuova concezione verde di derivazione paesaggistica, pur facendo convivere abilmente il nuovo assetto con il giardino barocco.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.