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Set a Lucca: Villa Mansi

Set a Lucca, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

Set a Lucca: Villa Mansi

Forse la più famosa tra le ville lucchesi, Villa Mansi, costruita nel Cinquecento dalla famiglia Benedetti, che passa ai Cenami nel Diciassettesimo secolo.

Fu ad opera di Felice Cenami, nobildonna proprietaria della villa nel 1634 a decidere di ingrandire questo palazzo per adeguarlo al fasto necessario per una ricca famiglia mercantile della Repubblica.

Il progetto dei lavori è a opera di Muzio Oddi, già presente a Lucca per il cantiere delle mura urbane dal 1626 al 1636, che costruisce le due ali appoggiate all’edificio esistente e il portico di facciata realizzato è costituito da tre grandi arcate alternate ad architravi, poggiati su colonne in pietre, come si deve dal disegno di Vincenzo Finucci.

Il giardino aveva impianto rinascimentale, articolato in più quadri, ciascuno con specifica destinazione: a orto, a giardino di fiori e di limoni, a selvatico. Al centro, un viale rettilineo conduceva dal cancello principale alla villa. Fontane, statue e un laghetto contribuiva ad abbellirlo.

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Nel 1675 Ottavio Mansi acquista la villa di Segromigno, che interviene subito sul giardino, senza toccare la villa. La restaurazione del giardino è a opera dell’architetto e pittore lucchese Raffaello Mazzanti.

Nel primo Settecento i lavori continuano ridisegnando la facciata principale del palazzo, alleggerendola con la chiusura del portico dell’altana e arricchendo le balaustre e statue di copertura. Dopo i lavori del Mazzanti e dei disegni da lui lasciati da realizzare, il cantiere prosegue sotto la direzione di Ottavio Guido (1692-1743) fratello cadetto di Raffaello Mansi, che come altri nobili lucchesi praticava per diletto l’attività di architetto per conto del fratello.

Dobbiamo a Ottavio Guido perciò il prospetto principale del palazzo, fatto costruire dal capomastro Giovan Battista Tomei, che si occupò anche di ornare di statue il tetto e di arricchire le facciate laterali.

Alla morte di Guido (1743), i lavori vennero ripresi nel 1782 per volere di Luigi Mansi. I pittori che decorano la villa sono Giovanni Antonio Pacini per i restauri e Santino del Frate per la decorazione murale. La decorazione della sala centrale della villa viene affidata a Stefano Tofanelli.

Fra Otto e Novecento, il giardino davanti alla facciata assume un volto romantico e si modificano in parte alcuni annessi.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.