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Set a Lucca: Villa Grabau

Set a Lucca, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

 

Set a Lucca: Villa Grabau

Nel film Giulia Non Esce la Sera del 2009 il protagonista muove i primi passi in ambienti che figurano non lucchesi, anche se sono identificabili nella nota Villa Grabau a San Pancrazio e nella Sala del Trono di palazzo Ducale.

La Villa Grabau sorge sulle prime pendici collinari in località San Pancrazio e si presenta in maniera scenografica in fondo a un viale che dal cancello monumentale conduce al palazzo, attuando così un immediato contatto visivo fra l’ospite e la residenza che si mostra fin da lontano, e consente anche dalla villa di godere di un cannocchiale prospettico verso la valle.

L’edificio risale alla prima metà del XVI secolo, quando la proprietà apparteneva alla famiglia Diodati, e consentiva in una palazzina di foggia tardo quattrocentesca con finestre a bifora e corredata da torre merlata.

 

set a lucca

 

La trasformazione dell’edificio è presumibile pensare possa risalire, come la maggior parte delle ville lucchesi, alla fine del Cinquecento o più probabilmente alla prima metà del Seicento, quando il vecchio fabbricato viene ingrandito dandogli una veste a palazzo rinascimentale e viene creato il giardino tergale in foggia ormai barocca di teatro d’acqua.

In questi anni la proprietà passa di mano dai Diodati ai Gualarducci (1653) e da questi ultimi alla famiglia Orsetti (1667). Passiamo ipotizzare che coincidono con questi passaggi i lavori del giardino e la costruzione della limonaia barocca realizzata nel Settecento con lo stesso linguaggio decorativo della confinante villa Diodati Petri.

Nel 1864 la villa viene venduta da Enrico Cittadella, al quale era pervenuta per via ereditaria dalla nonna Chiara Maria Orsetti, al banchiere tedesco Rodolfo Schwartze.

La foggia attuale della villa viene assunta nei primi dell’Ottocento, forse da Chiara Maria Orsetti e dal marito Ferrante Cittadella che la detengono a partire dal 1806, in concomitanza con i lavori analoghi che si conducono contemporaneamente nella villa di Marlia per la principessa Elisa Baciocchi.

La chiusura del porticato può essere datata, assieme alla riconfigurazione romantica del giardino, al 1836, anche dall’analisi delle decorazioni murali dalla loggia ascrivibili al pittore lucchese Francesco Bianchi, che qui adotta un programma figurativo tipico del suo repertorio di quegli anni. Nel giardino all’inglese si trova una collezione di piante rare ed esotiche scelte con il criterio di un orto botanico che si arricchito nel Novecento di altre essenze quali diverse varietà di palme.

In questo giardino sono ambiente anche scene del film Il Trionfo dell’Amore del 2001.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.