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Set a Lucca: Villa Bellosguardo

Set a Lucca, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

 

Set a Lucca: Villa Bellosguardo

Nel 1976 Luchino Visconti gira a Lucca molta parte de L’Innocente, suo ultimo film.

Le scene che si svolgono nelle due case di campagna in cui è ambientata la vicenda sono collocate nelle ville lucchesi Bellosgurdo – casino di caccia di Carlo Lodovico di Borbone, Duca di Lucca – e Arnolfini Contz.

Le due residenze contribuiscono non poco a collocare i personaggi nella perfetta mise en scène ricostruita con maniacale perfezione.

Quella villa, concepita come casino di caccia del Duca di Lucca, Carlo Lodovico di Borbone, è frutto di un progetto di rifacimento di una precedente residenza redatto dal regio architetto Lorenzo Nottolini tra il 1837 al 1843.

La residenza sorge su un tratto di collina che dominala piana di Lucca creando una piacevole condizione che fa percepire questo luogo come belvedere, sensazione ulteriormente enfatizzata dall’intervento dell’architetto che ha creato di fronte alla villa un terrapieno che trasforma il cortile in una terrazza, da cui lo sguardo da un lato spazia verso l’orizzonte e dall’altro consente di godere de prospetto dell’edificio.

 

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La facciata è scandita da molte aperture allineate e ordinate simmetricamente che alleggeriscono la lunga quinta muraria organizzata su due livelli e animata dalla soluzione della coppia scala a tenaglia che conduce al primo piano sul terrazzo, poggiate su un avancorpo con funzione di portico caratterizzato da archi a tutto sesto alternati a nicchie e oculi ciechi.

L’avancorpo della scala trova il suo naturale equilibrio nel fastigio che corona la parte centrale del prospetto donandogli una grazia di chiara ispirazione settecentesca, ispirazione che sembra aver guidato il Nottolini anche nella scelta di sormontare l’ingresso principale con un timpano spezzato.

L’apparente allontanamento dal classicismo nella scelta di questa soluzione, che potrebbe apparire come un ripensamento verso il passato, è in realtà per l’architetto una prima apertura verso il romanticismo, in cui prevale lo spirito del buen retiro sull’aspetto solenne di un edificio, anche se privato, per un Duca che regna sul piccolo stato di Lucca.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.