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Set a Lucca: Piazza San Michele

Set a Lucca, un viaggio attraverso il territorio e i suoi meravigliosi palazzi.

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La piazza, luogo privilegiato negli esterni di molti film come Art. 518 Codice PenaleFrenesia dell’Estate, Giovani Mariti, L’Insegnante Viene a Casa sorge nell’antico Foro Romano, in cui si colloca la chiesa dedicata a San Michele che per questo viene detta in Foro.

Alla basilica erano annessi un convento e un ospedale dedicato anch’esso a San Michele. La chiesa come oggi la vediamo è una riedificazione iniziata nel XI e ultimata nel XIV secolo.

La chiesa prevede modalità decorative di derivazione pisana, qui declinate con soluzioni più plastiche, accentuate dalla presenza di colonne aggettanti dai parametri delle facciate.

Alcuni studiosi vedono in questa realizzazione la mano di Diotisalvi. Le ultime modifiche erano destinate a conferire una maggiore monumentalità di gusto già gotico dell’edificio, pur mantenendo un linguaggio romantico.

La sopraelevata della facciata, che supera di gran lunga il tetto della chiesa, è difficile immaginarla come un espediente voluto, ma sembra confermare l’intenzione di un maggiore rialzamento previsto della chiesa, poi non più realizzato probabilmente per sopravvenute difficoltà economiche.

Il campanile viene edificato nel XII secolo e modificato nel 1772.

 

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La piazza, fin da epoca romana può considerarsi la più importante per la vita cittadina, è caratterizzata da da un raro equilibrio determinati da edifici diversi, che in un misurato disordine compongono una straordinaria scenografia urbana.

Oltre al Palazzo Pretorio e al Palazzo Gigli, si affacciano sull’antico foro, fabbricati medievali, edifici con facciate ottocentesche e due palazzi del Novecento abilmente inseriti nelle quinte della piazza.

Sul sagrato della chiesa, rialzato e recitato rispetto alle quattro vie perimetrali e interamente rivestito in marmo, del 1863 viene collocata, su un alto basamento in marmo, la statua del patrizio lucchese Francesco Burlamacchi, vissuto nel XVI secolo e considerato dagli storici dell’Ottocento il padre della patria lucchese.

 

L’articolo si basa sul contenuto del libro Lucca Effetto Cinema, a cura della Fondazione Banca del Monte di Lucca.