far east
Loading...
X

Giornata #4 – Una Giornata con il Signor Nicola

Apro gli occhi come ogni mattina.

Dovrebbe essere qualcosa intorno alle 7. Si sa, a una certa età ci si sveglia sempre presto.
Decido di girarmi e guardare che ore sono.

Prendo gli occhiali dopo un paio di tentativi a vuoto sul comodino e finalmente arrivo alle lenti quadrati dalla montatura nera.

Guardo l’ora, sono le 6.58, non avevo sbagliato di molto. Scendo dal letto e mi dirigo in cucina.

Vedo uno strano tavolino nella stanza vicino alla mia camera da letto. Sopra ci sono una macchinetta del caffè, qualche bottiglia d’acqua e un piatto con dei mandarini.

Da dove è uscito? Quanto ho dormito?

Forse Marina sta preparando qualcosa che non ricordo? Decido di andare in cucina, forse il caffè latte mi aiuterà a svegliarmi.

Tutto bene finché in fondo al corridoio non vedo delle grandi batterie attaccate alla presa. Cosa sta succedendo?

Adesso mi arrabbio se non capisco cosa stia accadendo in casa mia.
Giro l’angolo e sento delle voci, come se ci fosse qualcuno in salotto. Scendo lo scalino e loro sono lì.

Quello che una volta era il mio salotto adesso è pieno di gente. Ma non solo, questi ospiti hanno portato grandi luci, quello che sembra un binario del treno e una grande macchina da presa.

Sbatto gli occhi tre volte cercando di capire se stia ancora sognando. No, non è un sogno.
A questo punto sono proprio arrabbiato e dalla mia bocca esce un pesante MARINAAA

Nessuno degli ospiti sembra aver sentito. Ci sono cinque ragazzi sul mio divano, tutti stanno guardando una ragazza bionda che parla e scrive su un foglio. Tutti loro hanno degli strani cronometri al collo.

Li sorpasso senza badare più a loro, non mi interessano, voglio capire cosa stia succedendo. Passo dietro una ragazza su una sedia. Indossa grandi cuffie bianche e sta guardando a uno schermo.

Ma quella sullo schermo è la mia cucina penso.

Le gambe non si fermano, la mia destinazione è Marina e sento la sua voce dalla cucina. Arrivare alla cucina non è facile.

Ci sono altri cinque ragazzi intorno alle luci che ascoltano l’uomo con la telecamera in mano. L’uomo dai capelli lunghi parla a voce bassa e i ragazzi sono tutti protesi per evitare di perdere una parola che gli esce dalla bocca.

Poco più in là un signore alto e con gli occhiali sul naso è ancora circondato da ragazzi, ma stavolta hanno una specie di scopettone al contrario, una parte pelosa in cima a un’asta, un microfono da quello che colgo dalla conversazione.

Non capisco ma ormai sono molto vicino.

A due passi penso di avercela fatta, invece altre persone giovani mi sfrecciano accanto. Un uomo robusto si gira nella mia direzione, ma sta parlando al di là della mia spalla.
Si guarda intorno e prende la radiolina, dice con voce sicura

 

Silenzio, Motore…No, Silenzio per favore. Ok, ci siamo, Azione

Un silenzio irreale scende tutto intorno a me e adesso posso finalmente entrare in cucina. Marina è lì, ai fornelli. Controlla che sia passato il caffè e si gira a guardarmi.
Mi sorride e dice Buongiorno con il suo accento dell’est. A questo punto devo chiedere spiegazioni.

Mi giro a guardare la tavola.

La mia colazione è lì. Fette biscottate con la marmellata di lamponi, la mia preferita. L’avevo finita ma Marina deve essere uscita a comprarla. Mi calmo un attimo e porto un po’ di pazienza.

Mi siedo mentre Marina mi porta il caffè.
Marina ma cosa sta succedendo?
Ma Nicola, è il cinema, non ricordi?